Legge bavaglio:estero

Italia: passa al Senato la legge che limita le intercettazioni telefoniche
Articolo di Politica interna, pubblicato venerdì 11 giugno 2010 in Spagna.

[El Periodico]

Giudici, giornalisti e polizia si scagliano contro la già battezzata ‘legge bavaglio’
Chi divulgherà intercettazioni sarà punito con multe e carcere

Se la Spagna fosse l’Italia le intercettazioni telefoniche del caso Gurtel non si sarebbero potute pubblicare fino all’udienza pubblica e poi solo in forma riassunta. Al contrario, i proprietari dei quotidiani avrebbero dovuto pagare una multa di quasi mezzo milione di euro e gli autori degli articoli sarebbero stati sospesi dall’esercizio della professione.

Questo potrebbe essere uno dei casi contemplati dalla legge bavaglio che limita le intercettazioni telefoniche e la loro diffusione approvata ieri dal Senato e così chiamata da magistrati, sindacati di polizia, giornalisti, editori di giornali e da quasi il 70% dell’opinione pubblica, secondo un’inchiesta realizzata da alcune emittenti televisive. D’ora in avanti anche gli editori dovranno esercitare una censura affinché i propri giornalisti non commettano effrazioni.

Mentre i senatori si apprestavano ad approvare la legge, che ha ottenuto 164 voti a favore e 25 contrari, i parlamentari dell’Italia dei Valori, partito il cui leader è Antonio Di Pietro, hanno occupato l’aula del Senato fino a quando non sono stati allontanati con la forza. Al momento della votazione i senatori progressisti (PD) sono usciti dall’aula, mentre fuori dal Senato manifestavano i giovani del Popolo viola, autoconvocatisi tramite internet.

Giornali listati a lutto – La FNSI, potente sindacato dei giornalisti, ha deciso che questo sabato i quotidiani usciranno con una fascia a lutto ed ha convocato uno sciopero nazionale per il 7 luglio. ‘Si tratta di un colpo mortale alla libertà e siamo pronti alla disobbedienza civile’, ha annunciato la FNSI. Nel frattempo il partito di Di Pietro ha registrato un dominio in Belgio per pubblicare le intercettazioni proibite in Italia e si stanno preparando altre iniziative – come pagine in bianco o in nero – sia nei quotidiani italiani che in quelli europei.

Secondo i conservatori la legge approvata protegge il diritto alla privacy in quanto impedisce che vengano pubblicate le conversazioni delle persone indagate per alcuni reati. Come quella tra i due costruttori che nella notte del terremoto all’Aquila (6 Aprile 2009, 308 morti) se la ridevano nei loro letti per gli affari che avrebbero fatto. ‘Non ci sono terremoti tutti i giorni’ dicevano.

Allo stesso modo non sarebbe stato possibile divulgare la conversazione privata che la prostituta Patrizia D’Addario registrò nella camera da letto mentre stava sola con Silvio Berlusconi. Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori progressisti (PD), ieri ha dichiarato: ‘ Volete nascondere i vostri affari e l’uso che avete fatto del denaro pubblico. Cio’ non ha nulla a che fare con la protezione della vita privata bensì con l’ignoranza e la cecità del popolo’.

La minaccia alla libertà di stampa in Italia è un problema per l’intera Europa
Articolo di Politica interna, pubblicato domenica 30 maggio 2010 in Gran Bretagna.

[The Guardian]

L’Euro non è la sola questione spinosa dell’Europa: c’è anche la fondamentale libertà di stampa. C’è il disegno di legge che deve passare al vaglio del Senato italiano questa settimana.

Niente più resoconti su indagini prima che il processo abbia inizio (anche se il processo durasse per anni). Niente più registrazioni o fotografie di alcuna persona, nemmeno di boss mafiosi, a meno che il soggetto non dia il consenso. Soltanto i membri dell’”Ordine Nazionale dei Giornalisti” approvato dallo Stato potranno registrare o filmare. Multe che sfiorano il mezzo milione di euro per i trasgressori, 20.000 euro per ogni giornalista che contravviene.

E’ un crudele insulto a tutto ciò che può esser chiamato libertà di stampa in una democrazia che funziona solo a metà. Forse, una squallida dittatura da Terzo Mondo chiamata Berlusconia: ma questa è l’Europa, la nostra Europa.

Giorno nero per la stampa in Italia pubblicato giovedì 10 giugno 2010 in Austria

[Der Standard]

Il Senato approva una legge bavaglio per i giornalisti e la cronaca giudiziaria viene fortemente limitata

La protesta di opposizione, avvocati, editori e sindacati non ha avuto effetto. Nel corso di una tumultuosa riunione il senato italiano ha approvato giovedì una delle leggi più controverse degli ultimi anni. La norma denunciata da editori e giornalisti come “legge bavaglio” espone tutti i i media a sanzioni draconiane per ogni inchiesta ufficiale su procedimenti giudiziari prima dell’inizio ufficiale del processo. La pubblicazione di atti processuali e dei verbali di intercettazione è punibile con ammende fino a 450.000 €, anche nel caso in cui le registrazioni telefoniche non siano più coperte da segreto d’indagine.

La legge voluta dal premier Silvio Berlusconi mette un limite alle possibilità di intercettare di giudici e pubblici ministeri, in molti casi di 75 giorni. L’associazione dei magistrati e i sindacati di polizia mettono in guardia sulle “conseguenze disastrose” per la lotta al crimine. Invece Berlusconi ha spiegato che “solo una piccola lobby di giudici e giornalisti” ostacolerebbe la tutela della privacy. In Italia “la sovranità non appartiene al popolo, ma alla magistratura politicizzata”.

L’associazione degli editori di quotidiani e il sindacato giornalisti da settimane porta avanti una battaglia contro la legge. I caporedattori di tutti i principali media hanno messo in guardia, insolitamente unanimi, sul pericolo di una “pericolosa minaccia alla libertà di stampa” con la nuova legge. Anche Vittorio Feltri del quotidiano di casa Berlusconi “Il Giornale” si è unito all’appello come pure il redattore del giornale vaticano “Osservatore Romano”, tradizionalmente conservatore. 275.000 cittadini hanno sottoscritto l’appello di attivisti per i diritti costituzionali e migliaia gli appelli a non firmare il testo sono stati inviati per email al Presidente Giorgio Napolitano. Molti lettori hanno recapitato al quotidiano La Repubblica foto in cui erano visibili volti imbavagliati. Da due settimane a questa parte i quotidiani italiani riservano articoli sulla questione giustizia con il commento: “dopo la legge bavaglio potreste non leggere più questo contributo.”

Quando mercoledì il governo ha annunciato di mettere la fiducia al voto, in senato si sono verificate azioni di protesta. La frazione del partito di Antonio Di Pietro “Italia dei Valori” ha occupato i banchi del governo, dove ha trascorso la notte. Lo spinoso dibattito conclusivo è potuto iniziare solo quando i dodici senatori sono stati espulsi dall’aula. In segno di protesta il Partito Democratico ha annunciato la sua non partecipazione al voto di fiducia, in quanto si tratterebbe di una legge con la quale i potenti vogliono proteggersi dalla stampa. Mentre davanti al senato si sono radunati cittadini esasperati per un sit-in, il disegno di legge è stato approvato con 164 voti favorevoli e 25 contrari.

Il sindacato dei giornalisti ha parlato di “giorno nero per la libertà di stampa in Italia”. Il sindacato e l’emittente televisiva Sky vogliono portare la legge di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Molti giuristi sostengono che il divieto di pubblicazione è contrario al diritto all’informazione garantito dalla Costituzione. D’altronde il Presidente del Consiglio Berlusconi ha definito la Costituzione italiana un “inferno”. Governare l’Italia è una “vera sofferenza”.

Da Italia dall’estero

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Comments

Povera Italia, che futuro nero ci aspetta. Dobbiamo comunque fare un mea culpa, Berlusconi non è andato al governo con un colpo di stato. Sta li perchè eletto dalla stramaggioranza degli italiani: bevoni, creduloni, fessi.
Sostenuto da Fini che aveva necessità di uscire dal ghetto cui la sinistra aveva rilegato il suo partito da “secoli”(comprensibile per un uomo politico), dalla lega che si è mangiata le mani dopo che nel 96 è uscita volontariamente dal governo, da una moltitudine di ex politici usciti dalla scena politica dal processo “mani puliti”, con la voglia di ritornare in auge al punto di dare il K..ulo, e involontariamente da una sinistra divisa, frazionata, spaccata in mille pezzi e che ancora oggi non riesce a far breccia sul suo ex elettorato deluso e frastornato
Questa è stata ed è ancora la forza del Berlusconi.
In tutto questo bailamme l’unica voce vera è quella di Travaglio, e che Fini finalmente si sia deciso a togliersi il cappio berlusconiano. Invece la sinistra, la mia sinistra, che sta facendo di costruttivo? Nulla, mi fa l’effetto che stia tranquillamente alla finistra, anzi sulla sponda del fiume italia ad aspettare il cadavere di Berlusca. Che vergogna

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